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| Campanella: poichè per scacciare gli spiriti maligni veniva abitualmente usata una campanella, il simbolo alluderebbe alle tentazioni subite dal Santo, cui i demoni arrivavano a presentarsi sotto i più terrificanti aspetti di belve feroci, donne sinuose e accattivanti e false figure angeliche. |
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Campanella: poiché per scacciare gli spiriti maligni veniva abitualmente usata una campanella, il simbolo alluderebbe alle tentazioni subite dal Santo, cui i demoni arrivavano a presentarsi sotto i più terrificanti aspetti di belve feroci, donne sinuose e accattivanti e false figure angeliche. |
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Fuoco: a motivo della guarigione dal “Fuoco di S. Antonio” e per il suo viaggio tra le fiamme degli inferi per riscattare le anime perdute. In molti paesi è tradizione accendere per l’occasione dei “ceppi”, “falò” o “fuochi di S. Antonio”, con funzione purificatrice e fecondatrice della terra. |

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Abito talare: in relazione alla sua scelta di vita eremitica e al fatto che sia stato il precursore di ogni forma di monachesimo. |


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Maiale: in relazione al patrocinio del Santo su questi animali. |
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Abito pontificale: con bastone pastorale e mitra, rende conto del suo titolo di "Abate", quale capo e fondatore di comunità monastiche. |

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Tau: riportata all'apice del bastone o sulle vesti, la croce a "Tau" è l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico e quindi allusione alle cose ultime e al destino. |


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Corona del Rosario: si riferisce alla sua incessante opera di meditazione e di preghiera. |

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Aci Sant'Antonio (CT) - patrono Burgio (AG) - patrono Camporotondo Etneo (CT) - patrono Cassaro (SR) - protettore Castrofilippo (AG) - patrono Cave, Conca della Campania (CE) - protettore Ferla (SR) - protettore Gesso (ME) - patrono Ischia (NA) - patrono Misterbianco (CT) - patrono Nicolosi (CT) - compatrono e protettore Novoli (LE) - patrono Pedara (CT) - compatrono San Leonardello (CT) - compatrono Sant'Antonio, Barcellona Pozzo di Gotto (ME) - patrono Santa Domenica Vittoria (ME) - patrono Santo Stefano Medio, Messina - compatrono Zafferana Etnea (CT) - compatrono |
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Animali domestici: perchè nell'XI secolo il Papa accordò ad una confraternita di religiosi francesi, l'Ordine Ospedaliero degli Antoniani, il privilegio di allevare maiali per uso proprio e a spese della comunità, e impose che questi animali avessero come segno di riconoscimento una campanella. Eremiti e monaci: è considerato il patriarca di tutti i monaci e di ogni forma di vita religiosa comunitaria. Seppellitori: perchè per un certo periodo visse da eremita dentro un'antica tomba scavata in una roccia; perchè seppellì il corpo di S. Paolo di Tebe con l'aiuto di un leone; e perchè in procinto di morire chiese di essere seppellito in un luogo segreto, in modo che il suo corpo non potesse godere del privilegio della devozione e della venerazione, come atto di umiltà. Pompieri: perchè guariva dal fuoco metaforico dell'Herpes zoster, ma anche in base alla leggenda popolare che narra che S. Antonio si recò all'inferno, per contendere al demonio le anime in pena di alcuni defunti. Macellai: di tutti gli addetti alla lavorazione del maiale, vivo o macellato. Carrettieri e autotrasportatori: in Sicilia orientale, legato al culto del Santo nel comprensorio di Aci Sant'Antonio, "Città del carretto"; estintasi la classe dei carrettieri, antichi trasportatori, il patrocinio è passato agli autotrasportatori e per estensione agli automezzi. E' tradizione diffusa, durante le feste esterne in onore del Santo, la benedizione dei veicoli impartita in presenza del simulacro di S. Antonio. Invocato come protettore da: - Herpes zoster (detto appunto "Fuoco di S. Antonio") già conosciuto nell'antichità come "ignis sacer" per il bruciore che provocava; - malattie della pelle, veneree, contagiose, foruncoli, scorbuto, prurito, varici, epizoozia; - incendi. |

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Sacre Scritture: perchè visse sempre la sua vita alla luce della Parola. |